Con l’arrivo di settembre è facile pensare che la stagione delle zanzare sia ormai conclusa. In realtà, temperature miti e condizioni ambientali favorevoli possono mantenere attive diverse specie anche oltre i mesi tradizionalmente più caldi.
Il tema è particolarmente attuale anche in Emilia-Romagna, dove le attività di prevenzione e controllo delle zanzare continuano a rivestire un ruolo importante, soprattutto in relazione alla presenza di specie in grado di trasmettere arbovirosi.
Secondo l’aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità del 17 settembre 2026, dall’inizio dell’anno in Italia sono stati confermati 294 casi di Dengue, di cui 37 autoctoni, e 28 casi di Chikungunya, di cui uno autoctono. È importante precisare che questi dati epidemiologici non indicano che ogni presenza di zanzare rappresenti un rischio di trasmissione: evidenziano però l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulle attività di prevenzione e sorveglianza.
La prevenzione parte dall’acqua
Uno degli interventi più efficaci consiste nel limitare i luoghi nei quali le zanzare possono completare il proprio ciclo di sviluppo.
Anche piccole raccolte d’acqua possono diventare potenziali focolai larvali. Per questo è utile eliminare i ristagni nei contenitori, controllare sottovasi, tombini e caditoie, mantenere efficienti grondaie e sistemi di scolo e gestire correttamente tutte le aree nelle quali l’acqua tende ad accumularsi.
Quando necessario, la prevenzione può essere integrata con trattamenti larvicidi programmati, effettuati secondo le indicazioni previste per i prodotti utilizzati e sulla base delle caratteristiche dell'area interessata.
Non seguire solo il calendario
Noi adottiamo un principio semplice: il controllo degli infestanti deve seguire le condizioni ambientali e il monitoraggio, non soltanto il calendario.
Anche a settembre, quindi, può essere necessario proseguire le attività di controllo e prevenzione, soprattutto in condomini, aziende, strutture ricettive, aree produttive e spazi esterni caratterizzati dalla presenza di caditoie, tombini o altri potenziali ristagni.
Il nostro approccio parte dall'analisi dell'ambiente e dei possibili focolai, per definire gli interventi più appropriati e limitare, dove possibile, il ricorso a trattamenti non necessari.
Prevenire significa intervenire prima che il problema diventi un'emergenza.